Tra il 1991 e il 1992 Benjamin Atkins uccise 11 donne tra Detroit e Highland Park. Una donna sopravvissuta contribuì alla sua cattura. Fu condannato a 11 ergastoli.
Benjamin Thomas Atkins, conosciuto anche come “Woodward Corridor Killer” e “Highland Park Strangler”, fu condannato per l’omicidio di 11 donne tra Detroit e Highland Park, in Michigan. La serie di delitti si concentrò tra la fine del 1991 e il 1992. Molte delle vittime si trovavano in condizioni di forte vulnerabilità sociale e diversi corpi furono abbandonati in edifici dismessi.

Atkins: undici donne strangolate e una sopravvissuta
Atkins attirava le vittime in edifici abbandonati, dove le aggrediva sessualmente e le strangolava. Tre corpi furono trovati il 17 febbraio 1992 in differenti stanze dell’ex Monterey Motel di Highland Park.
Un elemento decisivo dell’indagine fu la testimonianza di una donna sopravvissuta a un’aggressione. La vittima riconobbe Atkins per strada mentre accompagnava gli investigatori nella zona e contribuì così alla sua identificazione. Dopo l’arresto, Atkins fornì agli agenti una lunga confessione, ammettendo gli omicidi e indicando anche dove recuperare almeno uno dei corpi.
Le prove presentate successivamente comprendevano anche un’impronta palmare, materiale biologico collegato tramite DNA e l’identificazione della sopravvissuta.
Undici ergastoli e la morte in carcere
Il processo durò circa quattro mesi. La difesa sostenne la non colpevolezza per infermità mentale, ma nell’aprile 1994 le giurie dichiararono Atkins colpevole di 11 omicidi di primo grado e di un reato sessuale contro la donna sopravvissuta.
L’11 maggio 1994 ricevette 11 condanne all’ergastolo. La Corte d’Appello del Michigan confermò successivamente le condanne, sottolineando anche la forza delle prove e delle confessioni.
Atkins non trascorse però molti anni in prigione: morì il 17 settembre 1997, a 29 anni, per complicazioni legate all’AIDS.
Una delle vittime era rimasta senza nome per oltre trent’anni. Grazie alla genealogia genetica forense, nel 2024 è stata identificata; la famiglia ha però chiesto che il suo nome non fosse reso pubblico.